SABATO 16 DICEMBRE ORE 15.00 PRESSO L’AUDITORIUM DEL MUSEO MINE

 

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Proseguono le iniziative collaterali alla mostra “Mithra, un dio orientale in Valdarno”, l’esposizione temporanea che celebra l’archeologia a Cavriglia e che finalmente ha dato la possibilità ai cavrigliesi di ammirare l’opera d’arte rinvenuto oltre 40 anni fa dagli allora ragazzi Gianni Grotti e Mauro Ferrucci dei pressi della Pieve di Cavriglia. Sabato 16 dicembre, nella sala dell’Auditorium del MINE – Museo delle Miniere e del Territorio di Cavriglia, si terrà una giornata di studi su Mithra. Il culto del dio sarà presentato a partire dalle sue origini iraniane e poi accompagnato attraverso i confini dell’impero romano. Verrà analizzata la sua diffusione in Occidente e nello specifico nella regione dell’antica Etruria, infine verranno individuate le influenze che questo culto misterico ha avuto nella genesi di alcune tra le associazioni di carattere iniziatico, diffusesi in Europa nel corso del Settecento e Ottocento. A discutere di Mithra e delle sue importanti implicazioni nella cultura e nella storia dell’Occidente, saranno presenti Igor Baglioni, Direttore del Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni” di Velletri, Tommaso Gnoli, docente di Storia romana presso l’Università degli studi di Bologna, Vittoria Canciani, dottoranda presso Università degli Studi di Verona e Ghent University e Stefania Berutti, archeologa collaboratrice di CAMNES e curatrice della sezione relativa a Mithra della mostra presso il Museo Mine di Castelnuovo dei Sabbioni. “Sarà un’occasione da non perdere – ha detto il Vicesindaco Filippo Boni -, questo convegno nazionale sul mitraismo che darà l’opportunità ai partecipanti di capire a fondo quali sono le origini di questa religione che in territorio europeo venne cancellata con l’avvento del Cristianesimo. Inoltre, visto che la Mostra su Mitra si chiuderà il 31 dicembre e l’opera tornerà al Museo Archeologico di Arezzo, sarà uno degli ultimi giorni disponibili per visitare l’esposizione che ha davvero ottenuto un risultato storico per l’intera comunità del Valdarno”.

Sulle tracce del Dio dimenticato