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Sala 1 – Piano Primo

Mine

“L’ambiente si trova sospeso in un equilibrio instabile caratterizzato dall’opera incessante di distruzione e ricostruzione della natura e dell’uomo”. Questo fil rouge ci condurrà attraverso il viaggio all’interno delle sale del museo per scoprire la storia di un racconto molto complesso, iniziato milioni di anni fa con foreste che ricoprivano il Valdarno. Le vicende di un territorio e della sua comunità sono il risultato di un’incessante opera di trasformazione e questa azione trasformativa appare ancora più rilevante se si svolge rapidamente, nel corso della vita di poche generazioni ed è determinata dall’uomo. Questo è successo a Cavriglia: il territorio che è stato delle miniere è stato costantemente trasformato e ricostruito con una successione di eventi  così rapida da rendere complessa una condivisa rielaborazione culturale dei cambiamenti. Allora il museo assume un valore particolare, non solo luogo di conservazione ma spazio aperto alla condivisione della memoria, alle tante letture che nascono… a forme di scambio e connessioni perché il filo delle esperienze non si interrompa.

 

Mine, l’antico nome italiano di miniere, ricordato da Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso nel XVI secolo, nello stesso periodo in cui appaiono i primi documenti sulla lignite.

Lo spazio dell’accoglienza

Cavriglia e il suo territorio nell’Ottocento

Miniere e Grande Guerra

La miniera: spazi e lavori

La miniera

La miniera a cielo aperto

Albero infinito

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lab culturali

Il progetto è realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze nell’ambito di “LABORATORI CULTURALI”, il Bando tematico che la Fondazione dedica ai musei toscani per contribuire alla realizzazione di progetti volti all’innovazione digitale e allo sviluppo di nuovi pubblici.