28 Lug 2021
category: luoghi , narrazione .

Il “Perdono” una tipica festa valdarnese

La festa, o meglio le feste, del Perdono sono tra le più caratteristiche dei borghi del Valdarno, i quali tra la fine di luglio e settembre inoltrato, si inventano un modo per rendere unici e indimenticabili i loro festeggiamenti, attirando spettatori vicini e lontani. In ogni località la festa dura circa tre giorni, con una premessa il sabato e il culmine nei giorni di domenica e lunedì. Il Perdono di Terranuova, forse quello più fastoso e duraturo di tutti, inizia il venerdì e si conclude con lo scoppio dei fuochi d’artificio il martedì sera.

Il Perdono non è però solo un modo per le legare le comunità animandole anche con piccole rivalità tra chi fa i brigidini, tipico dolce da sagra, più buoni o i fuochi più belli, questa festa dal nome suggestivo affonda le sue radici nel Medioevo e più precisamente nel XI secolo, quando iniziò la pratica di concedere ai fedeli indulgenze al compimento di determinate azioni, come pellegrinaggi o elemosine. Prima però di assumere questa valenza nella liturgia cattolica era una festa di origine ebraica, istituita, secondo la tradizione, da Mosè: indica un periodo di dieci giorni in cui i fedeli devono fare ammenda per i fatti compiuti nell’anno passato. Con il termine perdono, spesso assimilato alla parola indulgenza, si intende quindi nella pratica religiosa della dottrina cattolica la remissione dei propri peccati davanti a Dio.

Il primo Perdono di cui si ha notizia è il ‘Perdono di Assisi’, risalente al Duecento, il quale prevede una indulgenza plenaria per tutti coloro che visitano la Porziuncola il giorno dell’anniversario della sua consacrazione, il 2 di agosto. In Valdarno, secondo l’opinione degli studiosi, la festa matrice di tutti i Perdoni sembra sia stata quella di San Giovanni Valdarno, come ricorda una bolla papale di Innocenzo VIII del 1486 conservata nei Capitoli dell’Oratorio, le celebrazioni erano collegate al culto della locale immagine della Madonna delle Grazie, la cui indulgenza veniva elargita la domenica dell’Assunta. La data col tempo soprattutto a causa dell’ elargizione di altre indulgenze venne spostata alla domenica successiva. Per altri studiosi, invece, il primo Perdono sarebbe collegato con la donazione risalente alla metà del Duecento, da parte di Guido Guerra, della reliquia del ‘Sacro Latte’ alla chiesa montevarchina di San Lorenzo. Rispetto però a San Giovanni, non si hanno documenti che comprovano l’effettivo inizio della Festa del Perdono di Montevarchi in questo periodo storico. Col passare degli anni le celebrazioni del Perdono sarebbero state poi adottate anche dai centri vicini, dove emergeva il bisogno di avere una festa in cui si ottenessero le indulgenze in determinati periodi dell’anno che spesso erano collegate e a volte assorbivano le attività rituali con altre feste religiose che già si celebravano nei borghi, come ad esempio a Figline Valdarno dove il Perdono assorbì le antiche feste della S. Croce e della Madonna dei Sette Dolori.

Un’ultima ipotesi sul diffondersi delle celebrazioni del Perdono nella valle dell’Arno si collega direttamente al Perdono di Assisi, per acquistare l’indulgenza della Porziuncola era d’obbligo visitare una chiesa francescana, vista la scarsa presenza di chiese francescane in Valdarno, secondo Giuseppe Raspini e Giorgio Batini, sostenitori di questa tesi, venne esteso a tutte le chiese parrocchiali valdarnesi la possibilità di dare l’indulgenza. Questa ipotesi sarebbe suffragata anche dalle date in cui vengono svolti la maggior parte delle feste, dopo il 2 agosto, ricorrenza del Perdono assisiate.

Nel comune di Cavriglia ad iniziare le celebrazioni sono nel mese di luglio, Meleto, Castelnuovo dei Sabbioni, Montegonzi e Santa Barbara, poi il primo lunedì di agosto iniziano i festeggiamenti nel capoluogo per finire con la festa di San Cipriano la terza domenica di settembre. Fino agli anni ‘60 il Perdono oltre ad essere una festa di carattere religioso, è sicuramente legato a filo stretto al mondo mezzadrile, infatti le celebrazioni erano accompagnate da mercati e fiere dove la gente, legata al mondo dei campi, coglieva l’occasione, in un periodo dell’anno vigilia di azioni molto importanti come la vendemmia e l’aratura, di comprare bestiame e sistemare o rinnovare gli attrezzi che sarebbero serviti a breve e poi tutto l’anno.

Il Perdono è conosciuto anche al di fuori dei confini regionali della Toscana e dell’Umbria. Esistono celebrazioni connesse alla pratica delle indulgenze anche in area lombarda come il Perdono della Corbetta e di Ca’ Grande. Nota è anche la festa del “Pardon dal Rosari” istituita a ringraziamento della vittoria della battaglia di Lepanto, che si festeggia la prima domenica di ottobre soprattutto in Friuli-Venezia-Giulia. Sono inoltre comunemente annoverati tra i “perdoni” anche i pellegrinaggi chiamati troménies, che si svolgono nella Bretagna francese, il più famoso è quello che si svolge a Locronan. Oggi le feste del Perdono hanno perso quasi del tutto il loro carattere religioso, mantenendo talvolta solo la data di celebrazione, ma continuano ad essere un momento di festa e partecipazione importante per le comunità locali.

(G.Peri)


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