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Sala 2 – Primo Piano

Cavriglia e il suo territorio

La conoscenza della lignite nel territorio risale alla seconda metà del 1500: uno strano legno che si incendia facilmente e provoca maleodoranti fumi che si disperdono nell’aria. Nel 1596 Andrea Cesalpino nel De Metallicis parla della lignite e nel XVIII secolo fu studiata con un metodo “scientifico” da Giovanni Targioni Tozzetti (1713-1783). Nelle Relazioni dei suoi viaggi per la Toscana il Valdarno viene descritto come un luogo  nel quale “sommersi ed imprigionati dentro gli strati di rena e di terra … pezzi di alberi … di diversissima grandezza” si potevano osservare; alberi che non “somigliano punto a quei degl’alberi nostrani”. La storia della formazione della lignite prende corpo. Nel 1780 Guglielmo della Valle pubblica il Vulcano di Gaville, un breve testo nel quale si cercano spiegazioni a fenomeni particolari che si verificano: fumi maleodoranti riempiono l’aria, gli incendi non si spengono, anzi essi continuano a propagarsi sotto i torrenti e fin dentro la terra e a camminare per queste colline pare di stare sopra un ponte di legno…

 

Il processo che ha portato alla creazione dei fossili animali e vegetali del Valdarno Superiore inizia circa 3 milioni di anni fa, quando alla fine dell’età pliocenica, nella depressione situata tra i monti del Chianti e la dorsale appenninica del Pratomagno, si crea un bacino lacustre di notevoli dimensioni. Durante questa prima fase il clima subtropicale caldo e umido permette lo sviluppo di una rigogliosa e variegata vegetazione con foreste di Taxodiacee e Pinaceae. La ricca vegetazione e la presenza di acqua divenne ben presto l’habitat perfetto per i grossi mammiferi che popolavano la terra durante questo periodo.

La lignite è un carbon fossile di colore nero brunastro. Il suo processo di formazione inizia con un accumulo di materiale vegetale parzialmente decomposto, nei pressi di bacini costieri o lacustri. I resti vegetali vengono poi ricoperti da altri sedimenti. Nel caso dei depositi di Santa Barbara la maggior parte dei sedimenti è costituita da argilla. La lignite è un fossile relativamente giovane e a causa della sua composizione è meno utilizzato rispetto ad altri combustibili fossili, come il carbone. Nelle miniere del Valdarno è stata usata soprattutto per produrre energia elettrica.

 

Nel 1809, durante la dominazione francese, Napoleone Bonaparte fonda il Comune di Cavriglia sotto la cui amministrazione pone il territorio della Lega d’Avane. Il primo MAIRE di Cavriglia fu Gio Batta Ricci, uomo facoltoso, “dal pugno di ferro” e probabilmente vicino agli ideali della rivoluzione francese. Con la caduta di Napoleone (1814) tornò a regnare in Toscana il Granduca Ferdinando III. L’avvicendamento non portò grandi cambiamenti nel Comune poiché rimasero ad amministrare le stesse persone nominate dai francesi ma il Maire assunse il titolo di Gonfaloniere. Con la Seconda Guerra d’Indipendenza, (1859) la Toscana costrinse alla fuga il Granduca. L’11 ed il 12 marzo del 1860 si tennero i plebisciti per l’annessione al Regno di Sardegna che il 17 marzo 1861 diventava Regno d’Italia.

 

Nella seconda metà dell’Ottocento “nacque” il mondo delle miniere: il Valdarno si costituisce come una realtà economica nella quale lo sviluppo industriale è strettamente connesso alla presenza di materia prima facilmente reperibile “in loco”. Per il Valdarno si è parlato spesso di “bacino industriale integrato” poiché l’utilizzo della lignite non si è limitato alle miniere poste nel Comune di Cavriglia ma si è esteso anche ad altri impianti: le fabbriche di briquettes, la prima centrale elettrica (1907), la ferriera di San Giovanni Valdarno e molti altri opifici nei Comuni limitrofi. Il 22 ottobre 1872 iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo stabilimento siderurgico; contemporaneamente si andò ampliando il cantiere di scavo del bacino minerario di Castelnuovo dei Sabbioni. L’anno successivo la ferriera di San Giovanni Valdarno entrava in funzione. Fin dalla sua nascita in Valdarno si concretizzò il legame tra ambiente bancario, politico ed iniziativa industriale.

Lo spazio dell’accoglienza

Cavriglia e il suo territorio nell’Ottocento

Miniere e Grande Guerra

La miniera: spazi e lavori

La miniera

La miniera a cielo aperto

Albero infinito

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Il progetto è realizzato grazie al contributo di Fondazione CR Firenze nell’ambito di “LABORATORI CULTURALI”, il Bando tematico che la Fondazione dedica ai musei toscani per contribuire alla realizzazione di progetti volti all’innovazione digitale e allo sviluppo di nuovi pubblici.