31 Mar 2018
category: guerre , narrazione , persone .

4 luglio 1944: il ricordo di Aldo

Aldo Dini, classe 1928 quel giorno del 4 luglio 1944 si trovava a Castelnuovo dei Sabbioni, come tanti suoi concittadini. Assieme a loro fu portato in piazza IV Novembre, presso il muro al di sotto della chiesa del paese. Riuscì a sopravvivere… e questo è parte del racconto che ci ha lasciato in un dattiloscritto conservato presso il centro di documentazione del museo.


Lo stato di guerra era avvertito anche dai civili per i continui attacchi aerei dell’aviazione inglese e americana. L’annuncio della resa dell’esercito italiano era ormai ritenuto inevitabile. Negli abitanti di Castelnuovo, di fronte alla caotica situazione che si venne a creare, oltre allo sbigottimento generale e alle pessime condizioni economiche in cui versava la popolazione, la speranza era che il conflitto fosse finito.

Purtroppo non fu così ed i mesi successivi furono i più duri e i più terribili. 

In quel periodo durante il giorno non era raro che la sirena delle miniere suonasse per dare l’allarme perché si stavano avvicinando formazioni di aerei inglesi e americani che eseguivano bombardamenti specie lungo la linea ferroviaria che attraversava il Valdarno. 

Con lo sbandamento completo dell’esercito italiano molti militari riuscirono a tornare a casa ma le autorità dell’epoca li richiamarono alle armi. Cosicché molti di loro decisero di andare sui monti a costituire formazioni partigiane. I partigiani si installarono anche nei monti del Chianti.

Il 4 luglio 1944 i tedeschi, la mattina verso le 6.00, arrivarono con diversi reparti armati e cominciarono a requisire tutti i civili che incontravano a Castelnuovo e a condurli nella piazza della parte alta del paese, posta sotto la chiesa. Una parte di essi furono fermati, a quanto si è saputo, vicino alle scuole elementari e successivamente rilasciati. I cittadini che furono requisiti nella piazza dovettero dare tutti i documenti e gli oggetti personali. Il parroco, Don Ferrante Bagiardi, accortosi di quello che stava accadendo si recò nella piazza e parlò con il comandante tedesco per sapere cosa intendevano fare. Dopo aver saputo le loro intenzioni cercò di dare l’ultimo conforto alle vittime. Suor Maddalena Delfino venne nella piazza con le ostie per dare a tutti la Comunione. Le persone requisite furono costrette ad andare verso il muro della piazza e lì furono barbaramente mitragliate, uccise e poi bruciate. Prima di andarsene i tedeschi dettero fuoco alle case di Camonti.

Alcuni miracolosamente si salvarono, come me. Mi salvai perché andando verso il muro dalla parte sinistra vidi il portone del palazzo attiguo semi aperto. Dentro c’era già entrata un’altra persona che mi disse “vieni ragazzo, vieni”. Con lui, correndo a più non posso ci portammo davanti al muraglione della diga che era sotto il paese. Arrivati vicino all’acqua sentimmo le scariche di mitraglia. Io attraversai a nuoto la diga e fuggii il più lontano possibile dalla zona.

Con gli indumenti rimasti, scalzo, andavi verso la miniera di Pian di Colle e poi verso i monti del Chianti. Giunto in località Le Corti alcune persone mi videro e mi domandarono cosa era successo. Raccontai come mi ero salvato e che era stata commessa una strage. Mi dettero alcuni indumenti, le scarpe, i pantaloni e la giacca. Poi mi diressi a Montedomenici, dove si trovava la formazione partigiana. Lì raccontai la mia vicenda e cosa era accaduto a Castelnuovo. Passata la notte mi misi in cerca dei miei genitori che trovai a Casignano. Mi credevano morto.

Dopo alcuni giorni in una delle tante nottate sentimmo un forte boato che veniva dalle miniere. Erano le truppe tedesche che in ritirata facevano saltare in aria i più importanti impianti della miniera, compresa la centrale elettrica. Ci spostammo con altre persone alla galleria Le Bicchieraie, vicino alla Dispensa. Ci sistemammo al 3° livello e per alimentarsi la mia mamma andava alle case della Dispensa e ci portava pane e minestra. La permanenza in galleria durò diversi giorni, cioè fino a quando le truppe anglo-americane arrivarono a liberarci.

Aldo Dini


tags: 4 luglio 1944 , aldo dini , castelnuovo dei sabbioni , don ferrante bagiardi , eccidio , miniera , seconda guerra mondiale , storie.

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